Via Carignano, 19 - 10060 Scalenghe (TO)

POST-IT #10

… A volte, necessito di uno spunto per mettermi a digitare, ne ho bisogno per capire che potrebbe essere il momento giusto per parlare insieme a voi..Lo spunto è arrivato proprio da questa pagina Facebook che mi ha ricordato che l’associazione S come Cultura è nata un anno fa !

L’associazione compie un anno, io ne compio 21, ho la mia vita un po’ distante, ma anche io ne faccio parte e ne sono contenta. Questo mi fa pensare..Lo scorrere del tempo, il fare parte di qualcosa…La vita di ciascuno di noi  è composta, scandita da queste due cose. Scontate, certo, ma fondamentali.

E se ci venissero tolte?

Da un incidente o da una malattia ? cosa diventeremmo, cosa saremmo, cosa resterebbe di noi?

No,  non ho nessun problema esistenziale se magari ve lo steste chiedendo 🙂 .. Semplicemente negli ultimi giorni, due o tre cose mi hanno fatto riflettere su questo. Mi capita sempre così, io mi fisso sulle cose senza mezze misure, comincio a leggermi articoli e vedermi video sullo stesso argomento e mi sembra che anche la tv e il web si fissino come me e mi mostrino solo post inerenti, cosa che ovviamente mi immagino!

Partendo dal principio : sono due o tre anni che comincio a sognare la notte degli Oscar come se fossi io uno dei nominati! Mi piace da morire l’atmosfera tutta americana dello scintillio degli abiti bellissimi o stravaganti, della grandezza e dell’eleganza di questi attori che mi fanno sognare e piangere nei loro film (in maniera diversa da quelli italiani), che sembrano così eterei e e magnifici nei loro completi e nelle loro movenze e poi tornano assolutamente umani quando fanno i loro discorsi di ringraziamento con gli occhi luccicanti e quella statuetta in mano. Quando posso mi vedo prima tutti i film e stilo una classifica personale sperando si avveri.. quest’anno non sono riuscita a vederli tutti ma alcuni che speravo vincessero non hanno vinto molto.. comunque… al di là delle mie scarse capacità di premonizione ..

ho visto e sentito il discorso fatto da un’attrice straordinaria, Julianne Moore, che ha vinto il premio Oscar come miglior attrice protagonista per il film Still Alice e sono rimasta estasiata.. io ve lo posto, purtroppo l’ho trovato solo in inglese

http://video.d.repubblica.it/attualita/oscar-julianne-moore-spero-di-accendere-una-luce-sul-morbo-di-alzheimer/2570/2619?&ref=fbpr 

In questo suo discorso spiega come questo film abbia permesso di accendere una luce sul morbo di Alzheimer perché anche questi malati meritano di essere visti, di essere capiti e di non sentirsi soli ed isolati. Effettivamente, se ci pensiamo, tantissimi film raccontano di malattie terribili come il cancro o la leucemia, ma sono pochi che ci raccontano la tragicità del perdere tutto, perdere se stessi, la propria memoria e il proprio fare parte di qualcosa.

Ho deciso di concedermi il tempo per vedere questo film bellissimo che è STILL ALICE e..  non posso far altro che dirvi di vederlo assolutamente, e non solo per la splendida interpretazione dell’attrice, ma perché davvero nella semplicità del quotidiano racconta il degenerare di questa feroce malattia.

In breve, detta a parole mie, questo film ( che è tratto tra l’altro da un romanzo italiano dal titolo PERDERSI)  racconta la storia di una professoressa molto famosa che alla soglia dei cinquantanni ha raggiunto i suoi obiettivi, ha una bella famiglia ( con i problemi di ogni famiglia ) che scopre, a causa di piccole dimenticanze e disorientamenti, che poi diventano sempre più evidenti, di essere affetta da una forma presenile di Alzheimer di matrice genetica che va molto molto velocemente. E’ davvero potente, io ho pianto tutto il tempo e non perché sia sdolcinato o cosa, ma perché mentre guardi il film vedi passo dopo passo il suo peggioramento, i suoi tentativi di aggrapparsi a se stessa, alla sua vita, a ciò che aveva prima della diagnosi, segui le sue delusioni, i suoi sconforti. Questo film ha, secondo me, la capacità di farti sentire incapace, impotente davanti al galoppare della malattia, davanti alla natura proprio come lo sono i suoi familiari. Non vi voglio svelare altro, ma fa restare con il fiato sospeso e ti lascia un senso di tristezza, ma anche di amore.. non so nemmeno spiegarlo!  Guardatelo !

Non si sente spesso parlare di questa malattia, ma è davvero in grado di toglierti tutto più di qualsiasi altra. Non ricordi prima le piccole cose, poi cominci a non ricordare come si pronunciano le parole, non riconosci i tuoi cari, non riconosci te stessa, non sei in grado di darti un nome, di fare le cose basilari, spogliarti cambiarti,alzarti, camminare, parlare… Ti toglie il tempo, lo spazio, il tuo essere qualcosa e il tuo fare parte di qualcosa.

Sei tu, ma forse non lo sai nemmeno. Che rimane di te se non il tuo corpo, la parvenza di ciò che eri ?

In Still Alice, la protagonista, Alice per l’appunto, fa un bellissimo discorso ( con una fatica incredibile, proprio lei che di discorsi in pubblico viveva ) che racconta il disagio, il dolore e la forza di volontà delle persone che non accettano di essere definite dalla loro malattia.

—> https://www.youtube.com/watch?v=4Nl7EuuF928

 “ io mi sto battendo, sto lottando per restare parte della realtà, per rimanere in contatto con quella che ero una volta, così vivi il momento è quello che mi dico, è davvero tutto quello che posso fare, vivere il momento “ 

Non c’è un motivo preciso per cui ho scritto queste righe, ho voluto raccontarvelo perché mi ha fatto proprio un forte effetto, mi è rimasto.. in realtà non conosco un modo per poter essere effettivamente d’aiuto, ma penso che conoscere e rispettare sia sempre il primo passo da fare in ogni situazione..

Quindi possiamo cominciare dal sapere cos’è questa malattia, che il 21 Settembre è la giornata mondiale contro l’Alzheimer e soprattutto cercare di capire le persone affette, pensarci ogni tanto e soprattutto apprezzare quello che abbiamo, chi siamo grazie a ciò che abbiamo vissuto, capire che ogni evento ha dettato la nostra personalità, ma nello stesso tempo godersi ogni istante perché tutto è comunque instabile, fragile e potrebbe sparire.. e non vuol dire questo non curarsi delle cose e pensare tanto morirò, assolutamente!, significa dare il giusto peso ad ogni fatto, ad ogni cosa che ci viene incontro, né troppo, né troppo poco, avendo così la possibilità di vivere appieno ogni istante come se non ci fosse né passato né futuro..

Per concludere cito Gramellini, lui si riferiva ad Alonso, il pilota di Formula Uno che ha perso temporaneamente la memoria dopo un brutto incidente in pista, ma secondo me è perfettamente adattabile anche qui :

 Una vita senza memoria profuma di libertà. Come quando svuoti di informazioni un computer sovraccarico e le sue mosse diventano subito più rapide e leggere….. Ma è una tentazione che dura un attimo. Poi subentra il sospetto che passare una gomma sulla propria vita sia la sconfitta suprema. Senza la ringhiera della memoria si rischia di precipitare nel vuoto. Conoscere è ricordare.  

 

 

#Post-it

#scalenghecomecultura

#unannodopo

Print Friendly, PDF & Email