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POST-IT #11

Ciao a tutti ! 🙂

Ogni volta che ci parliamo c’è sempre qualche notizia terribile all’orizzonte..

Il Nepal sta affrontando un momento terribile, e noi non possiamo fare altro se non sostenere da lontano !  ( Io ho scritto un messaggio al 45596 e  ho donato un piccolo aiuto, se vi va 🙂  )!

E’ appena passato il 25 Aprile, festa della Liberazione, e penso che, mai come oggi, può avere un valore soffermarsi su ciò che questa festa rappresenta e ricorda,  visto che, in tanti casi, l’atrocità dell’uomo si ripresenta facendo distinzioni, ancora e dinuovo, di razza e religione, portando alla morte, dinuovo e ancora, innocenti.

Penso al Kenya, tanto per dirne una, ( perché purtroppo c’è anche scelta ) : la strage di Garissa del 3 aprile, nella quale dei fondamentalisti islamici del gruppo di Al Shabaab hanno massacrato studenti inermi nelle loro classi…

Questa strage mi ha davvero colpito, più di quella di Parigi, anche se purtroppo non ha avuto la medesima risonanza perché ai nostri occhi più lontana. Mi ha colpito perché mi immagino quei ragazzi della mia età che stavano esercitando un diritto, quello allo studio, che non è  scontato come per noi in quelle zone del mondo.  Me li immagino che si svegliano al mattino, magari un po’ scazzati per la prima lezione che li attende, o magari desiderosi di imparare, di rendere orgogliosi i loro genitori che fanno sacrifici per permettergli questo diritto che magari lì è quasi un privilegio. Me li immagino uno per uno, dall’altra parte del mondo,  che si svegliano come me, si preparano alla veloce e corrono all’università (che a me da tanto l’idea di un posto sicuro ), che si siedono sulle sedie e cominciano ad ascoltare assorti… e poi…  prima ci sono .. e dopo  poco non più, o meglio, ci sono ma non esistono più, sono a terra coperti di sangue, giovani di vent’anni o meno che credevano di avere una chance : sono stati spazzati via in meno di un minuto, dalla follia, dalla crudeltà,dal fondamentalismo!

Mary, Erick, Mose, Leah, Ruth, Beatrice, elisabeth, Jozefine, Joy e tutti gli altri ( sono nomi che ho trovato in un articolo, non so quanto si attengano alla realtà, ma preferisco di gran lunga un nome magari scritto male rispetto ad un numero vuoto ), prima c’erano e ora non ci sono più :

sono distesi sui pavimenti che pestavano ogni giorno per costruirsi un futuro, perché ci volevano provare, perché ci credevano. Tra loro c’era la reginetta della scuola Mary,  la ragazza iscritta al coro gospel, il ragazzo che scriveva canzoni rap e quello appassionato di lettura, il tipo introverso e la ragazza spigliata che sognava l’europa.. e ora non ci sono più..

Ho visto al telegiornale la testimonianza della ragazza che si è nascosta in un armadio, contando i secondi, sentendo le vite dei suoi amici andarsene, ammutolita da un terrore che le ha salvato la vita!  Le si vedeva l’orrore negli occhi e forse quel terrore non se ne andrà mai, come potrà lei credere ancora nel futuro ? Credere nel mondo, quando di quel mondo fanno parte anche gli aguzzini che  hanno massacrato ragazzi come lei in nome di questa o quella religione ? Non voglio nemmeno immaginare la paura, l’orrore, il cominciare a respirare l’attimo dopo aver capito che non era morta.. Il suo coraggio l’ha salvata. Un coraggio che, però, non è richiesto avere a vent’anni, mentre si studia all’università dove il problema più grande dovrebbero essere gli esami… Non è giusto..

Festeggiamo la liberazione da mostri che sembrano essere tornati sotto altra veste e forma ma che sono forse più forti di prima..

Ma è giusto così perché è tutto ciò che possiamo fare! Ricordare e impedire che succeda ancora!

Per alleggerire i toni, volevo dirvi che mi è dispiaciuto non essere a Scalenghe per la commemorazione e non è una slecchinata al mio paesello, è che non sembra nemmeno una ricorrenza importante nelle grandi città, a casa è una tradizione..

Coooomunque,  presumo abbiate visto le pubblicità che passavano sulla rai per ricordare il 25 Aprile, vi posto quella di Samantha Cristoforetti, molto bella 🙂 —> https://www.youtube.com/watch?v=LB4eZc_P2h8  

forse qualcuno ha già visto che ho scritto più o meno la stessa cosa sul mio profilo ma ci tengo a riproporvela perché mi ha davvero commosso..

Queste pubblicità dicevano di scrivere un tweet con l’# coraggio per dire cosa significasse per noi, in modo che la giornata del 25 aprile potesse trasformarsi anche in uno spunto per riflettere..

A me ste cose piacciono sempre, quindi  ho subito cercato cosa scrivere! Però tutto ciò che pensavo mi pareva banale, poi, per caso, sulla pagina di Facebook di una signora amica dei miei genitori  ( anche lei con la sua famiglia un grande esempio di coraggio, di amore, di solidarietà e di solarità ) ho visto un articolo che racconta la storia di un Papà di 5 figli che ha sviluppato un progetto fotografico per il suo bimbo di circa un anno. Questo bimbo è affetto dalla sindrome di down :  si chiama Wil e il progetto appunto “Wil can Fly” cioè Wil può volare, metafora per dire che questo bimbo con un sorrisone immenso, nonostante i limiti che la sua malattia gli vuole porre potrà fare ogni cosa se circondato dall’amore della sua famiglia .. leggete, guardate è fantastico !

http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/16295-foto-wil-sindrome-di-down 

Poi vi metto un video,  si trova comunque in fondo all’articolo, ma magari uno nella fretta non si mette a vederlo ! Purtoppo è in inglese, ma secondo me  non servono le parole.. basta che lo osserviate .. Il video racconta un momento della vita di questa famiglia :  questa mamma e questo papa di 4 figli aspettano con gioia il loro quinto bimbo…ci mostrano la corsa all’ospedale, l’attesa stemperata da un ghiacciolo, non vedono l’ora di vedere il loro bambino!

Quando Wil nasce, loro sono completamente ignari del fatto che lui sia affetto dalla sindrome di down, lo comunicano loro i dottori,  poco dopo, e i due genitori hanno emozioni differenti : il papà piange dallo shock, ovviamente è stata una sorpresa, pensa all’impatto che questa malattia avrà sulla sua famiglia, ai limiti che dovrà superare il loro piccolo, ma la mamma lo guarda con tantissimo amore e con un sorriso gli dice una frase che lui ricorderà sempre :  all’incirca dice che tante cose nella vita sono fuori dal nostro controllo e che, prima smettiamo di pensare a queste e ci concentriamo invece su quelle alla nostra portata, prima potremo godere delle gioie della vita , nel loro caso quelle che il loro Wil può donare loro !!

Guardate questo video splendido, ripeto che non servono le parole per commuoversi.. mi sembra un meraviglioso  esempio, magistrale, di cosa sia  e di cosa dovrebbe essere il coraggio, il più vero e potente perché non si concentra in un gesto eroico ma è un coraggio quotidiano, costante, pieno d’amore..

Alla prossima, S.
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